Un palazzo lo fanno le mani
Quattro persone rispondono di Aurora col proprio nome. A ognuna abbiamo chiesto anche il suo pezzo preferito del palazzo.

Terza generazione, architetto. Ha diretto il cantiere di Aurora per ventisei mesi, un piano alla volta. Conosce il palazzo scalino per scalino.

Il fratello che parla. Fa le visite al tramonto una famiglia alla volta, e dice sempre anche quello che non va: «meglio una vendita in meno che una fiducia in meno».

Notaio di famiglia da due generazioni prima di unirsi ad Aurora. Prepara capitolati che si leggono in mezz'ora e rogiti senza sorprese all'ultima pagina.

Restauratore, terzo palazzo con i Ferrandi. La sua squadra è la stessa da undici anni: «i muri si fidano di chi conoscono», dice, e non è del tutto una battuta.
Alle visite ci sono sempre almeno due di noi: uno racconta il palazzo, l'altro risponde alle domande scomode.