La storia non si costruisce. Si eredita.
L'architetto Enrico Vela firma il palazzo per un armatore genovese. Pietra di Finale, ringhiere in ferro battuto.
La famiglia Ferrandi compra il suo primo palazzo d'epoca, tre strade più in là. Inizia tutto lì.
Aurora viene acquisito dopo vent'anni di abbandono. Il tetto è da rifare, la pietra no: la pietra ha tenuto.
Il restauro conservativo è completo. Dodici residenze, impianti invisibili, la facciata com'era nel 1926.
Le residenze disponibili
vedi tutte le dodici →Il salotto è il cielo.
Centocinquantaquattro metri quadri all'ultimo piano, vetrata a tutta altezza sullo skyline e una terrazza a ponente di sessantadue metri: il tramonto entra in casa ogni sera, puntuale come una promessa. Ascensore privato dal garage. Il rogito include la vista.
Tutto a piedi. Come una volta.
Ho visto trenta case in due anni. Qui ho smesso di cercare al primo tramonto sulla terrazza.
Le visite si fanno al tramonto
Una famiglia alla volta, con la luce giusta — quella delle 19:40, quando la terrazza dà il suo meglio. La prossima serata di visite ha ancora due appuntamenti liberi.
C'è chi abita. E c'è chi vive qui.
Dodici famiglie in un palazzo del 1926. Nove hanno già le chiavi.
