Per decenni la Riviera è stata un posto a stagioni: piena d'estate, addormentata d'inverno. Chi ci abitava tutto l'anno conosceva il piacere raro di avere il lungomare per sé a novembre — e la scomodità di trovare le serrande abbassate. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato, e si vede dai dettagli: il Caffè Vela non chiude più a ottobre.
Il primo motore è il treno veloce: un'ora e dieci dal capoluogo ha trasformato la Riviera da meta di villeggiatura a luogo dove si può semplicemente vivere, lavorando due o tre giorni a distanza. I nuovi residenti non sono turisti lenti: sono famiglie che iscrivono i figli a scuola qui, e che d'inverno riempiono il mercato del pesce il sabato mattina.
Il secondo motore è più silenzioso: il ritorno della manutenzione. Quando un lungomare si ripopola tutto l'anno, i palazzi tornano a essere curati, i portoni ridipinti, le botteghe rilevate da chi le tiene aperte dodici mesi. È un circolo che si alimenta da solo — e che premia chi è arrivato prima che i prezzi se ne accorgessero. Il quartiere di Palazzo Aurora, trent'anni dopo, sta vivendo esattamente questo momento.


